| Trentennale BCC |
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Trent'anni appena!
Questa raccolta di ricordi, documenti, riflessioni, avvenimenti e dati è dedicata a quanti (agricoltori, artigiani, commercianti, imprenditori, pensionati e professionisti), hanno dato fiducia ieri, con coraggio, alla Cassa Rurale ed Artigiana di Aquara,
oggi, con entusiasmo, alla Banca di Credito Cooperativo di Aquara.
Il 19 giugno del 1977 venne fondata ad Aquara, con atto del notaio Agostino Stromillo, la Cassa Rurale ed Artigiana di Aquara. L’assemblea ebbe inizio il pomeriggio del 19 e terminò la mattina de 20 alle ore 5. Quest’anno festeggiamo i trent’anni di vita e di continua crescita della nostra Banca.
Nella ricorrenza del trentennio penso sia necessario e doveroso ricordare la vecchia “Cassa Agraria di Prestito e di Risveglio Agricolo” perchè tutto ciò è storia del nostro paese e la storia la fà il popolo con le sue caratteristiche e con le sue esigenze.
Il 26 gennaio del 1924, appena 18 pionieri si presentarono davanti al notaio Daniele Curzio in Sant’Angelo a Fasanella e costituirono la “Cassa Agraria di Prestito” che solo in seguito
divenne anche “di Risveglio Agricolo”. Dopo sette anni i soci divennero più di cento e la Cassa cominciò a dare i suoi frutti per i contadini, ma nello stesso tempo cominciò a creare dei problemi ai benestanti ad ai “signorotti” del paese.
La cooperativa fece arrivare, per la prima volta in paese, i concimi e le sementi selezionate ed in virtù di ciò crebbe di molto la produzione agricola. Poi con il prestito di conduzione
dette la possibilità agli agricoltori di comprare in proprio il bestiame, senza far ricorso allo strozzinaggio dei benestanti del paese.
La cooperativa ebbe perciò vita difficile tanto che venne accusata di covo antifascista e per evitare ripercussioni, e conseguenze più spiacevoli, fu costretta a ridurre e poi sospendere la propria attività.
Nel 1938 la Cassa Agraria fu trasformata in Cassa Rurale ed Artigiana, ma nonostante ciò ebbe vita solo sulla carta fino al 1949 e con una ultima assemblea fu rinnovata per altri 25
anni. Nel dopoguerra vi fu un tentativo di ripresa, ma il patrimonio di sole 500 lire, e con la svalutazione post-bellica, era insignificante ed inadeguato per una ripresa dell’operatività.
I soci non furono tutti propensi ad aumentare le azioni e, pur essendo cambiati i tempi, non tutti seppero coglierne l’importanza per la comunità.
Si arrivò così nel 1974 alla scadenza naturale della cooperativa.
Il momento buono arrivò quasi per caso. Una mattina mi sentii chiamare e mi vidi porgere un pezzo di carta scritto a mano. Riconobbi subito la grafia di mio padre. Consisteva in una convocazione del Consiglio di Amministrazione della vecchia Cassa Rurale inviata ad Alessandro Martino e rinvenuta, dopo il suo decesso, dal nipote Antonio Marino che me la mostrava.
Questo fu lo stimolo per riparlare di Cassa Rurale ad Aquara e dopo qualche anno si arrivò alla costituzione dell’attuale Cooperativa di Credito di cui io sono stato Presidente fino all’Assemblea del 2007 e di cui Antonio Marino è ancora il direttore.
Rocco D’Urso











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